APT Basilicata

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Basilicata turistica

Cervino Antonio

Cervino Antonio è nato ad Aliano (Mt) il 21.5.1927.

Ha trascorso la fanciullezza a Roccanova. Ha compiuto studi filosofici e teologici nel Seminario Pontificio di Salerno.

E' stato ordinato sacerdote il 12.7.1953.

Si è interessato sempre di educazione di ragazzi collegiali e di bambini poveri ospiti dei collegi scuola.

Dal 1954 fino al 1980 è stato a Muro Lucano.

Dal 1980 è cancelliere della Curia arcivescovile di Potenza. Ricopre incarichi vari a livello diocesiano.

Dirige e amministra la realtà diocesiana "Stella Maris" di Policoro su incarico dell'arcivescovo di Potenza.

 

Scrive su riviste e giornali ed ha pubblicato:

  •  "Senectutis solatium" (poesie) - Tipolitografia Olita - Potenza - anno 1997;
  • "Oltre il tempo" - (poesie) - Valsele Tipografica -Materdomini - anno 1999;
  • "Sulle vie dell'uomo" - (poesie) - Valsele Tipografica - Materdomini - anno 1999;
  • "Sogno e realtà" - (poesie) - Valsele Tipografica - Materdomini - anno 2000


La poesia della religiosità

Percorso culturale di Mario Santoro

La poesia di Antonio Cervino si può definire come prevalentemente di tipo religioso e questo segna un percorso che di per sé è scelta consapevole di vita ed impegno, sicché l'uomo, il sacerdote, il poeta finiscono col coincidere e costituiscono un tutt'uno che impiacevolisce e sorprende ad un tempo nella modestia e cordialità della persona.

Così la prima raccolta di poesie dal titolo latino "Senectutis solatium" già ci introduce nella visione del mondo di Antonio Cervino e ci presenta nell'immediato un autore volutamente dimesso per una sorta di attitudine innata a saper porre le distanze, a mantenersi 'umile tra gli umili'.

Non a caso Michele Rotunno, nella prefazione, esordisce: "L'autore ha voluto presentare il suo lavoro con un titolo piuttosto civettuolo ma riduttivo, quasi fosse veramente un semplice diversivo, un rifugio - conforto al suo 'otium' senile".

E subito dopo si affretta a precisare: "I suoi versi sono, a mio avviso, una specie di testamento spirituale, un sogno di un mondo rinnovato, un sogno di virgiliana memoria, '…redeunt saturnia regna!'"

In ogni caso possiamo individuare nel percorso poetico di Antonio Cervino alcuni riferimenti precisi e puntuali che vanno dalla memoria al sogno, attraverso il canto, l'elegia, la preghiera, l'ironia, la satira con l'uso insistito del giambo.

Si apre la prima parte del volume con una titolazione significativa "Oltre il tempo" che presenta una carrellata di momenti forti attraverso la rievocazione del Natale, l'inno alla Madre di Gesù, l'Annunciazione, la Resurrezione, l'Ascensione e così via con sempre l'idea forte e l'invito di tornare a Cristo e al suo messaggio più vero:

"A tutti voi rivolgo caldo invito:
tornate a Cristo e troverete pace,
gioia profonda, amore, calore e vita"

La seconda parte ha per titolo "Sulle vie dell'uomo" e si apre con il commento, tra l'ironico e il sarcastico, di una notizia del telegiornale del dieci gennaio 1997: l'istallazione nelle scuole dei distributori automatici di preservativi. Segue un riferimento agli adolescenti della colonia "Stella Maris" di Policoro, ovviamente con tematiche di ben altro tenore, quindi c'è una poesia a don Carlo Ferrarotti che è sacerdote impegnato:

"in opere sociali e caritade
da man a sera è sempre occupato:
marocchini, albanesi e immigrati
clandestini, regolari e drogati
in casa sua scoprono ricetto…" 

Seguono riferimenti a dati reali, o filtrati per memoria, come nella poesia "I miei settant'anni" che offre un percorso a ritroso nel tempo fino alla lontana infanzia, vissuta tra miseria, abbandono e sacrifici.

Sono, per dirla con Maria Teresa Noia, "le pagine di un uomo pensoso, preziosa testimonianza dell'ispirata intelligenza cristiana; un'opera nata nel travaglio del nostro tempo a contatto della gioia, dell'angoscia e dell'inquietudine. La poesia è calata nel ricordo di un mondo contadino. Gli oggetti più dimessi della vita quotidiana sono immersi in un'atmosfera magica, rappresentano messaggi inquietanti lanciati ad un'altra realtà".

Il secondo libro di poesie ha per titolo "Oltre il tempo" e in parte riprende poesie già pubblicate nel primo volume.

Anche qui predomina l'elemento religioso e il titolo stesso rimanda alle parole di Gesù: "Il cielo e la terra passeranno, le mie parole non passeranno".

E proprio perché l'autore si augura che le parole possano travalicare il tempo, può dire:

" Tien ferma la mia mano, o immenso Dio
ed i miei stanchi passi rendi saldi,
ch'io segua Te, luce della mia vita,
e i giorni miei invan non passeranno". 

Ci sono temi abbastanza comuni e tuttavia ugualmente significativi, riferimenti concreti alla bontà e ai sentimenti buoni, esempi che durano nel tempo e un generale clima di fratellanza, di amore, di comprensione, affidati a un sorriso, al bene della mamma o alla figura carismatica e santa di Padre Pio. E c'è convinzione e spontaneità; semplicità e leggerezza; richiamo alle buone regole del vivere in concordia e i pace.

Insomma trionfano la morale, la filosofia della vita, le condizioni dell'uomo nella vasta gamma delle sue manifestazioni. C'è un chiaro segnale - guida di tipo didascalico ed educativo, come fa notare Aldo Viviano quando scrive: "Nell'area didattica è chiaro poi l'intento educativo che attraverso una sottile satira o benevola ironia propone la riforma del carattere e degli atteggiamenti passivi. Un tempo il popolo leggeva nei dipinti dell'arte e della natura le coordinate del proprio destino spirituale. Oggi, con i moderni mezzi di comunicazione sociale fondata sulle immagini, sui fumetti, sugli spettacoli sonori di teatro, l'unica voce per parlare effettivamente, anche dalla cattedra pastorale, è il contenimento della parola e questa si amministra di certo con operoso 'calcolo' in costrutti di attento riverbero, gratificante accoglimento, congeniale lettura".

Il terzo volume di poesie è "Sulle vie dell'uomo" e si divide in tre parti. La prima è tutta giocata "Nell'attesa di un mondo migliore" con richiami alle suggestioni dell'anno duemila e al Giubileo, ma anche con indicazioni precise: il perdono, la preghiera, l'amicizia, la sofferenza, i valori, il sorriso, l'amore nel duplice solco del bene e del male.

La seconda parte è fondata sulla memoria e sul lontano passato, fino agli anni '30, ossia all'infanzia e alla fanciullezza dell'autore. E così compare "la fiera di Orsileo", ma anche "il mangia galline", "la calibro 38", "il banditore supplente" e "i settant'anni dell'autore".

Chiudono la terza parte, che è la più corposa, tematiche di scottante attualità perché il poeta sa guardare alle cose terrene, sa denunciare, quando occorre, ricorrendo all'ironia bonaria, alla satira senza cattiveria, al verso tagliente, pur in una visione globale di propositività che connota la sua persona e la colloca in una posizione di possibile ottimismo e di speranza.

Un volume a sé può considerarsi "Sogno e realtà" che ha per sotto titolo "Il patrono della Basilicata: San Gerardo Maiella".

Scrive Agostino Superbo in prefazione: "La figura eccelsa del giovane santo di Muro Lucano si arricchisce di una mediazione poetica, che ci fa comprendere come la spiritualità sia molto vicina a noi. Presentare ai giovani l'esempio dei santi rimane, ancora oggi, la via maestra per progettare ed attuare quella pedagogia della santità, che Giovanni Paolo II pone come obiettivo pastorale per la Chiesa del terzo millennio".

E l'esempio è raccontato da Antonio Cervino come sempre con chiarezza, partecipazione immediata, ironia leggera e facilmente desumibile. Il santo ha di che sorprendersi dinanzi al mondo fatto di piccoli uomini, di egoismi, di bisogni individuali, di cattiveria e di superficialità. C'è poi l'itinerario di vita dai primi anni trascorsi a Muro Lucano, l'incontro appassionato e "pazzerello" con Cristo, il servizio fedele al vescovo di Lacedonia, la vocazione redentorista, i lunghi digiuni, le tante conversioni operate, la permanenza a Napoli e le visite ai malati nell'ospedale degli incurabili, la morte nella solitudine.

Ma ci piace chiudere con una riflessione di Domenico A. Zotta che riguarda il volume "Oltre il tempo" ma che può estendersi alla visione più generale di Cervino: " Ma dove l'amore si sublima, dove l'amore umano su fa soprannaturale, dove monsignor Antonio Cervino si fa sorprendere in un momento di comprensibile tenerezza riandando con la memoria alla sua esperienza, è nell'amore di mamma:

…mamma.
La chiama a più riprese
il bimbo per l'aiuto,
il giovin per le imprese,
l'adulto per il consiglio,
l'anziano per il conforto…
La mamma è gioia e vita,
è amore che mai sfiorisce,
per ogni figlio è segno
d'amor che si fa dono
di vita che si strugge

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