APT Basilicata

APT Basilicata

Basilicata turistica

Giampietro Davide

Davide Giampietro è nato nel 1935 a Matera dove vive e lavora.

E' studioso e ricercatore di tradizioni popolari e di aspetti di vita legati alla civiltà contadina.

Ha partecipato a concorsi di letteratura per ragazzi vincendo il primo premio "ex aequo" città di Montalbano nel 1998.


Un moderno scrittore per ragazzi

Percorso culturale di Mario Santoro

Tra i primi lavori di Davide Giampietro, che si connota certamente come un valido scrittore per ragazzi, dobbiamo annoverare il romanzo "Jean e Paul" che riesce a riproporci, attraverso le avventure di due piccoli ma intraprendenti protagonisti, un mondo immaginifico e fantastico, ma sul piano del riferimento ad elementi di concretezza tanto più significativi ed importanti se si considera che tutte le situazioni vissute si consumano in sogno: cosa che, con astuzia, viene svelato soltanto alla fine quasi a sottolineare il contrasto tra sogno e realtà.

L'autore sa mantenere la giusta tensione emotiva nella vivacità degli snodi della storia, attraverso un linguaggio felice, organico, rapido, immediato ed a tratti fortemente impressivo sicché il lettore, non necessariamente o non solamente giovanissimo, rimane piacevolmente incatenato al racconto finendo, assai sovente, per assumere le vesti del coprotagonista e per essere egli stesso animatore delle varie vicende e delle storie che, come tutte quelle buone, sottendono valori universali che vanno dal senso profondo dell'amicizia, alla scoperta e all'amore per il mondo delle piante e degli animali, al bisogno autentico di scoperta e di conquista e così via.

E ci pare abbia ragione Antonio Romano quando scrive " Il ragazzo, con una prosa libera, sciolta, scorrevole, viene così trasportato in un mondo, quello dell'avventura, dal quale, egli è particolarmente attratto, e può gustare la gioia della scoperta, l'emozione della ricerca, il pathos della partecipazione emotiva per i successi, le paure, le gratificazioni e le delusioni".

Un altro volume di storie per ragazzi è "I ragazzi di zio Giò", scritto ugualmente in forma lineare, ordinata, piana e tale da leggersi con immediatezza nei riferimenti generalmente concreti e con il senso della aderenza alla realtà.

E' la storia di un gruppo di ragazzi, sempre pronti all'avventura, disposti alle fughe ed ai ritorni, alla ricerca del nuovo e, ovviamente, soggetti a sbagliare, a commettere errori anche grossolani, a cedere a sentimenti diversificati ed in via di formazione o di rafforzamento, ma è anche storia di amicizie, di affetti, di situazioni fortemente descrittive con implicazioni introspettive profonde, nella vivacità dei riferimenti e nella freschezza di talune situazioni.

Forse anche per questo sorprende il finale dolce-amaro anche se, per dirla con Rita D'Amelio, "la morte di zio Giò lo riscatta da errori e violenze, ma Nico (che è un po' il vero protagonista delle vicende) ha la possibilità - fuggendo e rimeditando sulla sua esistenza - di mutare condizione e prospettiva"

E in questo, io credo, possa leggersi una sorta di messaggio e cioè la possibilità della redenzione e del cambiamento. Messaggio che, intelligentemente, non viene mai lanciato direttamente così come non ci sono moralismi o tendenze al predicozzo e ciò fa del libro un lavoro di buona pedagogia nel quale personaggi e situazioni si intrecciano in una sorta di canto o di inno alla libertà non disgiunto da un ambiente di incanto e di magia, la cui atmosfera si respira facilmente ed è documentata bene anche sul piano terminologico.

Davvero ha ragione Giacinto Ruzzi quando scrive: "Cicoriella, la capretta, Occhidolci, il cane, Pegaso, il cavallo bizzarro, ed altre bestiole, scodinzolano fedeltà e disegnano spazi di libertà nell'ordine infinito del creato"

In verità molto vario è il campionario degli animali presenti. Non mancano cavalli, cani, topi, rapaci, lupi, gatti, lucertole e, dietro ognuno o quasi, una storia, un racconto, un elemento significativo.

In proposito sottolinea ancora Antonio Romano "un esempio evidente è l'episodio di Occhidolci nel quale il cane viene liberato da Francesco dal canile insieme alla sua compagna ed a tanti altri sfortunati randagi, che erano lì per essere soppressi".

Più recente è il volume "Compare Codino e compagni".

Si tratta di una storia che ha come protagonisti gli animali al posto degli uomini. E già questo la dice lunga e forse innesca un elemento di polemica contro le cattiverie del contesto sociale attuale tanto più perché Davide Giampietro sceglie tra gli animali forse quelli meno graditi agli adulti, ma, per fortuna, non ai bambini: i topi.

Protagonista della storia è Compare Codino, marito di Chicca e sempre alle prese con il cibo da procacciare per sé e per i suoi piccoli.

E, poiché non è facile, anzi è alquanto rischioso, deve armarsi di prudenza e di pazienza e deve sapersi guardare dai nemici di sempre e dagli strumenti di morte disseminati qua e là.

La storia è scritta con garbo e delicatezza, in forma godibile, nella semplicità e nella chiarezza, con una particolare attenzione al periodare, sempre controllato, e alla terminologia che risulta adeguata ai piccoli lettori.

Scrive in proposito Rocco Zagaria "La lettura, dunque, è di per sé piacevole. Ma l'interesse si rafforza grandemente alla luce dell'insegnamento che offre. Infatti, la storia narrata è una speculare indicazione di come dovrebbero comportarsi le persone umane: dimostrare dedizione ai propri cari, possedere ingegnosità ma anche bontà, coniugare il coraggio con la prudenza, rispondere con la gratitudine alla generosità ricevuta, improntare alla lealtà ogni rapporto sociale. Il libro indubbiamente è stato concepito come lettura formativa degli alunni delle scuole elementari e certamente i maestri accorti lo faranno leggere ai loro scolari, costituendo esso uno scrigno di preziosi insegnamenti in base all'aureo principio del 'docere delectando'".

Dunque si tratta di un lavoro ricco di spunti, di indicazioni, di riferimenti educativi e soprattutto leggero e capace di offrire al piccolo lettore percorsi appena abbozzati che egli potrà completare proseguendo secondo le sue inclinazioni e dando sfogo alla sua immaginazione.

L'atmosfera che Davide Giampietro sa creare è sempre serena e distesa, senza accumuli di tensioni o ansie e, di conseguenza, senza necessità di sedimentazioni; l'azione risulta avvincente e valide appaiono le descrizioni che si caratterizzano per la brevità, l'immediatezza, la rapidità, l'efficacia.

Ovviamente non mancano le informazioni di carattere scientifico che l'autore fa passare discretamente e quasi inavvertitamente con una sorta di studiata quanto spontanea e naturale noncuranza.

A tutto questo va aggiunto poi l'atteggiamento degli uomini nei confronti degli animali e la presenza di problemi importanti come l'emarginazione e l'inquinamento, ma anche valori che contano come l'amicizia, il rispetto, l'amore per la famiglia, il senso della solidarietà, il piacere di saperne di più nei vari campi senza alcuna imposizione dall'alto.

Per tutte queste cose il testo si pone all'attenzione come un buon libro di narrativa.

L'ultimo volume di storie per bambini e ragazzi va sotto il titolo "Sognando l'avventura".

Si tratta anche in questo caso di un racconto semplice nella trama, lineare nel modo di procedere, graduale nel presentare le situazioni, fantastico ma credibile e ricco di elementi di magia e connotabilità sicché risulta essere un racconto magico sulla linea del realismo.

I personaggi non sono molti ma ben caratterizzati e senza far ricorso a descrizioni lunghe: bastano pochi tocchi di penna per creare un quadro di riferimento o una situazione e perché gli elementi che tipizzano i personaggi emergano a tutto tondo con forza e precisione.

Così i due protagonisti, Fabio e Mirko, si ritrovano dopo essere stati costretti ad allontanarsi da cause di forza maggiore, pur diversi fra loro, per un'avventura che li coinvolgerà e che si consumerà al di là e al di sopra di barriere di tipo sociale.

La scoperta di una grotta alla quale si accede da un pertugio protetto rigorosamente da pipistrelli, spingerà i due ad un'esplorazione capillare non priva di un qualche rischio che, tuttavia, non impaurisce, quasi che lo scrittore, onnisciente, sappia già, e lo percepisce anche il lettore, che ai due ragazzi non accadrà niente di grave.

Interessante appare tutta la fase preparatoria, con tanto di difficoltà nel doversi procurare il necessario per l'esplorazione e con incontri di altri personaggi, meno importanti ma ugualmente significativi e simpatici.

Ma gli ingredienti dell'avventura ci sono proprio tutti: gli echi curiosi e vagamente misteriosi, la trappola che scatta improvvisamente, uno strano amico che si intravede, il fiume sotterraneo con il suo fascino particolare, la pesca miracolosa che non manca e poi il canto delle cicale, il trono, le formiche bianche, la battaglia fino alla chiusa speciale dopo la sagra del paese.

Insomma c'è di tutto.

Ma Davide Giampietro ha scritto anche altro, per lo più, in collaborazione con studiosi ed esperti, per soddisfare interessi variegati di tipo culturale e per realizzare ricerche sul campo, indagini, raccolte di fiabe e di canti del materano.

Possiamo ricordare "L'albero sradicato" a firma anche di Antonio Giampietro e di Giovanni Caserta.

Si tratta della raccolta di racconti popolari che gli autori si sono preoccupati di ascoltare dalla viva voce di alcuni anziani per una sorta di fedeltà e di aderenza alla realtà.

Bene hanno fatto, poi, a riportarli sia in dialetto, sia in lingua italiana.

In ogni caso, come sostiene Vincenzo Iacovino " Il compito degli autori non è stato, senza dubbio, né facile né poco dato che i vecchi abitatori dei Sassi si sono dispersi nei diversi ed affollati rioni popolari della città sorta intorno e al di sopra"

Da menzionare ancora una pubblicazione che raccoglie antichi giochi materani dal titolo "I giochi giocati", sempre del trio Giovanni Caserta - Antonio Giampietro - Davide Giampietro e con elaborazioni e trascrizioni musicali di Lucia Giampietro.

Ugualmente importante sembra essere il volume "Con Cristo nei sassi" che è la riproposizione della Natività e della Passione negli antichi rioni di Matera.

E' un volume curato dai due Giampietro con la consulenza religiosa di Daminiano Fontanarosa, storico-letterario, di Celeste Giampietro e la ricerca e la trascrizione musicale della sorella Lucia.

Quanto alla raccolta dei "Canti popolari materani" va detto che essa costituisce una testimonianza estremamente preziosa sul piano umano, sociale, economico, antropologico, soprattutto in riferimento alla cultura contadina e agli accadimenti naturali che scandivano il senso dello scorrere del tempo.

E così nella raccolta a canti di tipo carnevalesco quale "Le matinate" che erano, nella sostanza, laude, portate di porta in porta, seguono serenate di altro significato e, talora, espressioni quasi di omaggio feudale come in "Simi arrivati a na casa ialante" e non mancano canti più vicini alla poesia d'arte come rivela Bronzini che sottolinea la vicinanza del canto "Uè, mamme, o kére, uè mamme, o kére…"con la dolorosa storia ben nota di Lisabetta da Messina raccontata da Boccaccio nel Decameron.

Si tratta solo di esemplificazioni minime che testimoniano di una cultura sottesa ed intesa nella sua accezione più ampia, ossia come insieme di idee, valori, modi di pensare, usi, abitudini, tradizioni.

"Di questa cultura" sottolineava Giovanni B. Bronzini, all'indomani della pubblicazione del volume, "conviene tener conto anche ai fini della sistemazione dei Sassi, che è oggi al centro del dibattito nazionale e internazionale come problema architettonico e urbanistico, non di ordine meramente tecnico, ma di natura storica, sociale e antropologica"

Il percorso culturale di Davide Giampietro continua con la compartecipazione al volume "Sassi e Santi" che rappresenta il racconto anche attraverso immagini significative di edicole votive all'interno dei Sassi, dal Barisano al Caveoso e al Piano con tante immagini di Madonne e con canti religiosi in appendice.

Si tratta di un viaggio a ritroso nel tempo e di una analisi, attraverso documenti, del modo di vivere la religione che non è solo un fatto privato ma permea di sé il contesto storico-sociale e, come sostiene Antonio Pilieri "viene vissuta in una dimensione tra angoscia e fiducia, tra fato e miracolo… e finisce per diventare costume, modo di vivere e di essere della comunità in tutte le articolazioni".

Le edicole oggi ancora presenti sono ben 87 e costituiscono una valida guida all'interno dei Sassi e per ognuna, come suggerisce Enzo Spera "Gli autori propongono una serie di annotazioni e di proposte che non definiscono certo il problema interpretativo e classificatorio, né è nei loro intenti, ritengo; anzi stimolano ulteriori possibilità, non solo di verifica, ma specialmente di apertura di interessi ulteriori e di analisi storiche e iconologiche che non possono prescindere da corrette ricerche e considerazioni più consone e interne all'analisi demoantropologica specifica".

Meritano di essere ricordate ancora altri lavori di cui Davide Giampietro è stato compartecipe come il libro "I carri della Bruna", che è un prezioso documento dei 'Carri', con immagini straordinarie dal lontanissimo 1876 al 1991.

Pure prezioso come fonte di informazione è il libro "Matera: le strade e la memoria che a una prima parte di toponomastica fa seguire una seconda con 'Lineamenti di storia materana' e una terza con gli 'Aspetti monumentali' che sono davvero tanti e assai caratteristici.

Infine chiudiamo il percorso con un volume dal titolo "Il senso del sacro nel santuario mariano" che è anche corredato di canti musicati.

Back to Top