
Sotto il nome di fagioli bianchi di Rotonda dop ricadono principalmente due ecotipi: il Fagiolo Bianco e il Tondino Bianco o poverello bianco così chiamato proprio per l’ uso frequente che ne facevano i ceti meno agiati, il cui areale di coltivazione è prevalentemente quello della valle del Mercure.
Nella storia alimentare di questo bacino il fagiolo ha avuto un ruolo importantissimo perché ha rappresentato fino agli anni 80 una fonte proteica privilegiata nell’alimentazione quotidiana della famiglia; con la diffusione dell’irrigazione negli anni 1981-82 comincia invece una fase diversa, in cui si comincia a produrre fagiolo fresco destinato alla commercializzazione utilizzando gli ecotipi locali, con il successivo lavoro di selezione su quelli più graditi dal mercato, tra cui vengono individuati per indice di gradimento, caratteristiche organolettiche e valore nutritivo , tra cui l’ alto tenore in proteine nobili (circa il 27%) e la bassa percentuale di tegumento, gli ecotipi corrispondenti al Fagiolo bianco ed il Tondino o Poverello Bianco di Rotonda”.
Con il miglioramento delle condizioni di vita a testimonianza del passato sono rimaste le ricette di alcuni saporitissimi piatti tipici tra cui Scarole e fagioli bianchi, Cavoli e Fagioli, Patate e Fagioli “Minesta mpastata”, Fagioli e “scorza”(cotica di maiale), Lagane e Fagioli (Pasta fatta in casa).
Oggi questi piatti pur venendo consumati ancora in famiglia, vengono proposti soprattutto negli agriturismi e durante le sagre tra cui l’ omonima sagra che nel ventennio tra gli anni’ 80 ed il 2000 è stata una delle principali attrazioni gastronomiche del comune di Rotonda.
Principalmente sono due i metodi di coltivazione adottati: impianti a rete o a postarelle.
Negli impianti a postarelle in ogni fossa di 20 cm di diametro verranno piantati 8 semi con un sesto di 80 -100 cm x 100cm, negli impianti a rete i sesti d’impianto dovranno essere 8-10 cm x 1,20 cm.
In genere si cerca di non superare le 100.000 piante ad ettaro.