I dialetti Galloitalici della Basilicata


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Il Paese - Le origini

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L’origine del nome del paese è alquanto controversa. Originariamente il posto era denominato Balio, nel 1500 è citato in un atlante come Lovaglio, mentre nel 1800 in un atlante del Regno di Napoli appare come Vaglio al quale successivamente venne aggiunto l’appellativo Basilicata.

Nel 1799 il paese prese parte ai moti repubblicani, mentre nel 1861 fu sconvolto e saccheggiato dai briganti capeggiati da Crocco e da Borjes.

Degni di nota, all’interno del paese, sono i palazzi nobiliari tra cui spicca il Palazzo Tamburrino con caratteristiche medioevali ed un imponente portone. La Chiesa del Convento di Sant’Antonio, di epoca rinascimentale, conserva all’interno vari altari in legno lavorato del XVII sec. e interessanti affreschi dello stesso secolo. Di interesse artistico è la chiesa di San Pietro Apostolo, che conserva vari dipinti del XVI e XVII e custodisce il corpo di San Faustino Martire, patrono del paese.

Poco distante dall’abitato si trovano i due Parchi archeologici di Rossano e Serra di Vaglio, di notevole interesse.

E’ uno dei centri lucani, con Potenza, Picerno, Tito, Pignola e Trecchina, dove si parla il galloitalico, probabile frutto di migrazioni (XIII sec.) di popolazioni provenienti dal settentrione d’Italia (Monferrato-Entroterra Ligure) che si fusero con le comunità locali.

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