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Le fonti

Studiare > Dizionari > Potenza - "Glossario a dengua putenzese"

Raccolta di voci in vernacolo tratte da scritti di autori potentini a cura di Vincenzo Perretti e con la collaborazione di Enzo Matassini

Nella seconda metà dell’ottocento, con la fondamentale opera di poesia dialettale di Raffaele Danzi, e di prosa dagli intenti antropologici di Raffaele Riviello che ha annotato nei suoi scritti la traduzione in lingua di molti termini potentini, si rinvengono le prime fonti che sono utilizzate in questo studio; una produzione altrettanto interessante riprende nei primi anni del ‘900 con gli scritti di Vincenzo Verrastro, Amedeo Marsico e Gaetano Albano, ma già intorno agli anni ’20 si esaurisce del tutto.

Soltanto nell’ultimo dopoguerra si rinnova col poeta Mario Albano un certo interesse per il dialetto letterario, che si muta, però, da putenzese in ‘potentino’, nel senso che con la sua opera si identifica una elaborazione in versione ‘moderna’ del linguaggio tradizionalmente dialettale, seppure si conservano alcune ataviche espressioni originarie.

Dopo di lui, negli ultimi decenni ricompaiono in buon numero poeti certamente dotati di una forte sensibilità e passione, che si ripetono, però, in una operazione linguistica di ammodernamento, attraverso una serie di modificazioni artatamente apportate per rendere comprensibili termini ed espressioni ormai desuete. In definitiva, dato per scontato che ogni dialetto, come la lingua ufficiale, ha una sua vita ed è in continuo mutamento, anche per la dengua putenzese si è verificata questa sorta di evoluzione, forse inevitabile, di cui occorre tener conto.


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