I dialetti Galloitalici della Basilicata


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Lettera T

Studiare > Dizionari > Potenza - "Glossario a dengua putenzese"

Raccolta di voci in vernacolo tratte da scritti di autori potentini a cura di Vincenzo Perretti e con la collaborazione di Enzo Matassini.

ta, agg. poss., tuo, tua; tamarire, tamegliera, tuo marito, tua moglie
tabbaccare, s. m., tabaccaio
tabbella, s. f., tabella, insegna
tacca, v. ‘ndacca
taccarara, s. f., bastonata
taccaredda, s. f., pezzetto di legno, ad es. quello oscillante nel meccanismo della ruota del mulino. In senso fig.: una fissazione continua; quann’ accumenza cu ssa taccaredda nu’ la ferniscecchiù, quando comincia con questa tiritera, non la smette più (am)
taccariedde, s. m., piccolo pezzo di legno. Taccariedd è agnome di famiglia
tàcchere, s. m., tacco. Più comun. sta per: palo di legno, bastone; si no clu tàcchere addrezzerrann lu carrare, se no con il bastone cammineranno diritti (am)
taccherià, vb., prendere a botte, a calci. Sta anche per: vessare, angariare. Si usa anche taccarià
taccia, s. f., piccolo chiodo a testa larga per suola di scarpe
taccola, s. f., striscia sottile di legno, scheggia; nu ruccucul ca è fatt’ cumm’ na taccola, una focaccia che è fatta come un pezzo di legno
taglia, v. deca
taglià, vb., tagliare; si te venene a taglià la corrente, se ti interrompono l’erogazione dell’energia elettrica
tagliatini, p. m., tagliolini (rr)
talefina, vb., lampeggiare, usato solo in terza pers. Cfr. MTG, ‘talefina’
talia, s. f., Italia, da cui l’agg. talià, italiano
tallirà, s. m., boccone saporito: la spiegazione è nelle note ai versi di Danzi
talme, s. m., palco eretto in occasione di festività. Riviello scrive talmo
tamascine, agg., di colore roseo, damaschino (rr)
tammurre, s. m., tamburo; le bande musicali di paese erano dette li tammurr (rr)
tammurriedd’, s. m., tamburello
tampa, s. f., tanfo, puzzo (vv). Langone scrive tanfa
tampà, vb., puzzare; tampa n’bò d’acizze, puzza un po’ di acido (vv)
tampaniedde, s. m., recipiente con il bordo di legno ed il fondo di cuoio, per prendere il grano, un poco alla volta, dal granaio
tangedda, s. f., tassa; la tangedda de lu fuatee, l’imposta del focatico, ovvero la tassa di famiglia. v. fucateche
tanne, avv., allora, in quel tempo; tann pe’ tanne sott la botta, allora allora, a caldo (am); tanne è sta ca s’è rott’, proprio in quel momento si è rotto
tant’, avv., tanto; chiavaze tante na glierazza nterra, fece uno sputo così grande per terra
tant ca tant, modo di dire; fatto che fatto, oramai
tantazione, s. f., tentazione
tappina, s. f., pianella, pantofola
tardogne, avv., tardi; anche tardugne
tarengula, s. f., chiavistello; nottolino di legno per chiudere porta o imposta di finestra. Tarengula è anche agnome di famiglia
tarì, s. m., monetà d’argento pari a due carlini o venti grani
taroccele, s. f., carrucola; lo stesso termine per indicare una piccola tavoletta con due manici nel cui centro era legato un anello di ferro, che risuonava leggermente con lo scuotere della tavola ed era usato per richiamare l’attenzione dei fedeli e sostituiva il suono delle campane nelle settimane di Quaresima. In altri dial. luc. sta per ‘raganella’
tartare, s. m., tartaro. Un modo di dire riferito all’ubriacone: ha fatt’ lu tartare comm’ la bott’ (rr)
taschette, s. m., berretto
tass’, s. f., tassa, imposta. Da un detto popolare: tass, toss e saietta
tatta, s. m., padre. Danzi scrive: chi ne dà pane chiamammetatta; chiamiamo padre chi ci fa mangiare
tavute, s. m., cassa da morto; anche taut’
te, part. pron., ti, a te. M. Albano scrive: pet’ accasà, per sposarti
tela, s. f., tela, ma sta anche per moneta, soldi; mettir mana a la tela, cominciate a pagare. Infine col significato di telo (schermo) del cinema
tela de ngasa, s. f., telo di lino doppio, lavorato al telaio in casa (rr)
temba, s. f., frammento, zolla di terra. In senso fig.: parte, porzione di qualcosa; stagge da lamessa ranna cu natembesceddade semmela int lu stommee, dalla messa solenne sto con un pezzetto di pane nello stomaco. v. tempa
tembiata, s. f., soffitto
tembra, s. f., tempra; azzàre de tembra, acciaio temprato (am). v. tumbrà
tempa, s. f., zolla di terra, altura. Come top.: Tempa alta, Tempa rossa, Monte la Tempa, etc. Anche tempone. v. temba
tempe, s. m., tempo; unu temp’, allo stesso tempo. Scritto anche temb’
tempone, v. tempa
téne, vb., tenere, comun. usato al posto dei vb. avere e possedere. Albano scrive: tett’ quest’ ca me pesa, tieni (prenditi) questo che mi pesa
tenesime, s. m., tenesmo. Il contesto della frase da cui è tratto il termine è una satira di Danzi del 1875, sulle misere condizioni del popolo potentino: Li tenesime l’ham’ avutt/ li filuss n’hann permise,/ mo pe saglie mparavise/ sole lizoche n’ham d’abbuschà. Abbiamo avuto la sensazione di andare di corpo,/ci hanno concesso la filossera,/ adesso per salire in paradiso/ ci dobbiamo procurare soltanto le corde. Tenesmo, dal francese ‘ténesme’ significa letteralmente: spasmo anale che dà la continua sensazione di voler defecare. Cfr. DEI, ‘tenèsmo’
tenetoria, v. fenetoria
tenge, vb., tingere; in senso fig., imbrogliare
tengetore, agg., imbroglione
teniedde, s. m., piccolo tino
teniére, s. m., manico del fucile. Danzi scrive: pe la canna s’ha da perde lu teniere,spiegando che perdere una parte del fucile significa perdere il tutto. Idem in Riviello: si perde la canna elu tiniere
tenn’, vb., tendere: lu tenn (o la tesa) era il lavoro di piegare il vitigno per legarlo alla canna di sostegno (rr)
tent’, agg. e part. pass., tinto, dipinto
terà, vb., tirare, portare; m’anna terà a lu iume abbadde, mi devono portare giù al fiume (vv); terà linummere, estrarre i numeri; tirà la foto, scattare la fotografia
teragne, s. m., secchio del pozzo (ll)
terandele, s. m., bretella. Anche tirant’
terature, s. m., tiretto; fémmene e trature hann da passà pe’ na mana sola (am). Langone scrive che terature si riferisce all’armadio, mentre tirett’ al tavolo o al comodino
ternése, s. m., tornese, moneta di rame pari a mezzo grano o due centesimi (rr). Dim., ternesiedde
ternetà, s. f. , Trinità
terno patre, s. m., Padreterno (am). v. patraterne
terra, s. f., terra; un modo dire: starsene a terra, per i bracciali senza lavoro che rimanevano a casa (rr)
terra, s. f., paese, dizione antica dei luoghi abitati, meno importanti delle ‘Civitas’
terramote, s, m., terremoto (am)
terranìa, s. f., tormento; addu trase lu preve trase la terrania, dove entra un prete arriva il tormento (am)
terratiche, s. m., terratico, canone che il contadino pagava al padrone per il terreno da lavorare concessogli
tesa, v. tenn’
tesce, vb., tessere; scritto anche tiesce
tessciure, part. pass., intessuto
testodde, s. f., testina, con particolare riferimento all’agnello o al capretto
tévela, s. f., tegola
tibet, s. m., un tipo di tessuto per calzoni estivi (rr)
tiella, s. f., pentola bassa con manici
tina, s. f., tino da vino; usato anche per i tini da contenere l’uva raccolta o acqua del bucato. v. antetina
tingolo, gioco di ragazzi. v. acchiuppel’ asconne e preso preso
tiniedde, s. m., tino di piccolo formato, per il vino o per lavare i panni; recipiente usato anche per tenervi alimenti, come sarache o arenghe (rr). vtina
tirant’, v. terandele
tirett’, v. terature
tirr petirr, modo di dire, per indicare ‘picci’ e capricci: vi si gne passene si tirr pitirr(am)
toctabballa, gioco di ragazzi eseguito con le bacche delle piante (rd)
tofa, s. f., una specie di conchiglia usata dai contadini per richiamo dei maiali (rr)
tonaca, s. f., intonaco; cfr. MTG, ‘toneka’
tonne, agg., tondo; n’amma fa tonn tonn, detto di una bevuta o di una mangiata
tonnina, s. f., tonno conservato in olio
tonza, s. f., pozzanghera. v. botn’ e peschera
topp’, s. m., pezzo; t’aggia fa topp topp, ti devo ridurre a pezzi
toppa, s. f., toppa della serratura. In senso fig., una bella donna (rr)
torce, s. f., torcia, fiaccola resinosa; anche grossa candela o cero (rr)
torce, vb., torcere, girare; haia torce strara, devi cambiare strada(am). v. turce
torciamusse, s. m., finimento che fa muovere il morso del cavallo, e quindi la testa
torn’, s. m., giro; a Sante Vite anna gì a dà tre torne, a San Vito devono andare a fare tre giri (vv)
torn’, avv., intorno; d’attorne, dintorno
tort’, agg., storto
tòrtene, s. m., ciambella di pane a forma circolare (rr). v. piccilatiedd’
tossa, s. f., tosse; nsigne a li pulesce gn’è venù la tossa, perfino alle pulci è venuta la tosse (am)
toste, agg., duro
tòtere, s. m., torsolo di granone. In senso fig.: stupido, balordo
tove, agg., tuo; al f., tova
tozzamuro, s. m., battimuro, gioco di ragazzi (cr)
tozze, s. m., tozzo, nel senso di scontro o colpo per bussare. Un gioco di ragazzi era detto a tozz, fatto con noci e castagne; era tradizione pasquale fare un ‘tozzo’, cioè scambiarsi due uova sode e sbatterle tra loro (rr). v. tuozz’
trabucche, s. m., apertura al margine della strada per accedere ai sottani (rr)
tracca, s. f., carrello, motrice, dalla voce inglese ‘truck’, nel linguaggio dell’emigrante negli USA; ì fatìa a la tracca, vole ‘ntenne a la furruvia(am)
traìne, s. m., traino, carro trainato da animali, con grandi ruote
trainiere, s. m., conduttore di traino
tramente (pè), avv., nel mentre, frattanto
trapasse, s. m., trapazzo, cioè la penitenza osservata dal giovedì al sabato santo (rr)
trappe, s. m., la parte fissa della porta all’entrata della bottega, che in molti casi era anche abitazione (rr); avrann’ agì cerchenn’ lu pane pe sott’ li trapp, dovranno andare a cercare il pane sotto le porte (am)
trappetore, s. m., padrone o gestore del trappeto
trappìte, s. m., trappeto, frantoio per le olive
traremente, s. m., tradimento
traretore, s. m., traditore. Danzi scrive traritor’
tràscene, s. m., manovra fraudolenta, raggiro; m’ha fatt’ ‘nutràscene, mi ha ingannato
trascorre, vb., discutere, conversare (am)
trascorse, s. m., discorso
trase, vb., entrare; si trova anche trasì. Un modo di dire: t’haia magnà anguora dece forne de pane pe trasì a malizia, devi mangiare ancora dieci infornate di pane per smaliziarti (am). Part. pass., trasù
trasenda, top. rurale; deriva dal cognome Trasente, oggi scomparso
trasetizz’, agg., invadente
trature, v. terature
travaglie, s. m., travaglio, fatica
travarche, s. m.,tendaggio, sostenuto da colonnine, a copertura del letto; voce desueta
trè, s. m., treno; se è senza accento, sta per agg. num.
trecalle, s. m., tre cavalli, moneta di rame pari ad un quarto di tornese
trecarrine, s. f., tre carlini, moneta d’argento pari a trenta grani
treddecà, vb., criticare (rd). v. critecà
treglia, s. f., triglia (rr)
tregliara, s. f., strigliata (am)
trenga, s. f., trinca; nuove de trenga, nuovo di zecca
treppazz’, s. f., grossa trippa, pancia
treppiere, s. m., sostegno in ferro con tre piedi di appoggio, per reggere la caldaia sul fuoco. Anche trippete
trerana, s. f., moneta di rame, pari a tre grani (rr)
trerròte, s. m., veicolo a tre ruote, motofurgone
tresore, s. m., tesoro
tréspite, s. f., piedistallo in ferro per il letto (rr)
trezza, s. f., treccia; coppia di buoi o di giumente nel lavoro di ‘pisatura’, ovvero la trebbiatura dei cereali (rr). Cfr. DEI, ‘trézza’
trezzuola, s. f., nastro per acconciatura femminile dei capelli (rr)
triàca, s. f., una qualità di erba, usata contro il morso dei serpenti. Ritenuta anche, in senso lato, panacea, medicamento contro tutti i mali; se n’ammocchene triaca, se ne ingoiano di triaca (am). Cfr. DEI, ‘triaca’
tricsià, vb., aprire lentamente le carte da gioco. v. trizzechià
tric-trac, piccolo fagotto di fuoco pirotecnico, che si accende per sfregamento
trignuola, s. f., qualità di uva locale (cr)
trippa d’ vacca, un tipo di fungo, Hydnum repandum
trippete, v. treppiere
trippuòzzio, s. m., persona bassa e panciuta
trireci, num., tredici. In alcuni modi di dire: iesc’ ‘ntririci, si mette in mezzo; n’ha dascià‘ntrireci, ci ha lasciati in sospeso; li trireci parole pe’ faaddarrassa’ lu male temp, una antica superstizione, una sorta di litania per allontanare (scongiurare) il mal tempo, in quanto questo numero è ritenuto di malaugurio(am)
trirecirana, s. f., tredici grani, moneta d’argento pari a lire 0,60
trizzechià, vb., aprire, leggere lentamente le carte da gioco. v. tricsià
trone, s. m., tuono
trozzole, s. m., sporcizia di vario genere, come residui di fango (zacchere) o escrementi che si raccolgono insieme sul pelo degli animali. Cfr. MTG, ‘trozzela’
truà, vb., trovare; lu so giù a truà, sono andato da lui; a chi vai truvenne? chi vai cercando ?
trubbulare, part, pass., tribolato (am)
trumbetta d’ mort, tipo di fungo, Craterellus cornucopioides
trumbette, s. m., trombetta, sinonimo di banditore. v. bannetore e banno
trummuoggela, s. f., tramoggia, parte del macchinario del mulino
trumone, s. m., recipiente di stagno in cui si serviva una specie di sorbetto, fatto di neve e vino o succo di frutta; un detto popolare recita: al sollione dascia la donna e prend’ lu trumone. v. annevare e arrafone
trumulizz’, s. m., tremolio; detto anche di leggero movimento tellurico (am). Scritto anche tremelizz’
trunare, s. m. e part. pass., forte rumore; in senso fig., aspro rimprovero (rd)
truoccole, s. m., rotella tagliente che gira, fissata in cima ad un manico, per dividere in piccole forme la sfoglia di pasta fatta in casa. v. sprone
truoppole, s. m., pezzo di pane (rr)
tuaglia, s. f., tovaglia, asciugamani. v. mesale
tubbette, s. m., tubetto, astuccio, cartuccia di fucile. Anche per i nomi dipasta fatta a macchina: tubbett, tubbettine e tubbettone
tubbulatura, s. f., tubazione
tuccà, vb., toccare; gnadda esse tuccà lo stommee, gli deve aver fatto male allo stomaco. (am)
tuccatina, s. f., fazzoletto femminile da testa, messo a coprire la fronte e legato sulla nuca. Si trova anche tuccatino, al m.
tuculà, vb., smuovere, spostare; nu li tochela mang lu sant diàvele, non li sposta nemmeno il diavolo (vv). Tocla-tocla è un agnome
tuculara, s. f., colpo, botta; anche colpo apoplettico o cardiaco
tugnuse, agg., tignoso. Tugnuse è agnome di famiglia
tumbagne, v. tumpagne
tumbesta, s. f., tempesta (am)
tumbrà, vb., temperare; tumbrà a use de zappone, affilare come una zappa (am). v. tembra
tummacedde, s. m., involtino di interiora di maiale, legato nella zeppela: si no, te faccio portà li tummacedde (rd) v. gnummeriedd’
tùmmule, s.m., tomolo, misura di superficie agraria, per Potenza pari a mq. 4115, con le sottomisure di 2 mezzetti, 4 quarti, 8 stoppelli, 24 misure; come misura di volume, il tomolo era meno di mezzo quintale
tummulara, s. f., tomolata, ossia quantità equivalente ad un tomolo di terra o un tomolo di aridi. v. tummule
tumòne, s. m., tumore
tumpàgne, s. m., fondo della botte. Anche tumbagne
tuocch’, s. m., conta, sorteggio con le dita delle mani. Anche inteso come: malore improvviso. v. occia e voccia
tuorte, s. m., torto
tuozz’, s. m., gioco da uomini, il lancio di un grosso pezzo di legno, a forma di palla, con manico (rr)
tupp’, s. m., cervello, intelletto. In senso fig.: ten’ u’ tupp’, è intelligente (rr); n’hamma chiavà arrete de tupp a lafatia, ci dobbiamo rimettere di buzzo buono a lavorare (am)
tupp a tuppe, modo di dire; citt’ e quiete begli a tupp’ a tuppe, in silenzio, tra di noi (vv)
tuppe, s. m., nodo di capelli dell’acconciatura femminile, formato dalle trecce riunite in alto o sulla nuca. Tuppe ianghe è un agnome
tuppilà, vb., tirare, strappare; le donne si tuppilavano e scippavano li cavegl’, quando venivano a chiacchiere (rr). Cfr. MTG, ‘tuppelà’
turce, vb., torcere, girare; turcìa d’uogghie, girava gli occhi. v. torce
turchiale, s. m., colombaccio
turdimmè, s. m., una sorta di ballo (rr)
turnà, vb., ritornare; anche tr.: restituire
turneià, vb., girare intorno; mi gia turneienne, mi gironzolava attorno (am)
turse, s. m., torsolo
turtaniedde, s. m., piccolo tortano, riferito (per la forma) al cercine o sparra
turtiera, s. f., tortiera
tusce e musce, modo di dire, zitti zitti, tra di noi
tutaredda, s. f., pipa, del tipo più economico, fatta di terracotta e di canna; cu la tutaredda mmocca(am)
tutere, s. m., torsolo del mais
tuzzà, vb., bussare, sbattere un oggetto contro un altro
tuzzariedd’, agnome di famiglia
tuzzone, s. m., tizzone
tuzzulà, vb., bussare
tuzzulara, s. f., bussata, colpo dato alla porta

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