I dialetti Galloitalici della Basilicata


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Maria Teresa Greco "Cittadina" Galloitalica

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Prof.ssa Maria Teresa Greco

Conferita la cittadinanza onoraria dal Comune di TITO
“Il Quotidiano del 29-06-2005”

Venerdì 1° luglio, il Consiglio Comunale di Tito conferirà la cittadinanza onoraria a Maria Teresa Greco, dialettologa tra i massimi conoscitori e studiosi del fenomeno linguistico galloitalico in Basilicata.
Un riconoscimento meritato e opportuno.
Meritato, per l’impegno profuso e per la competenza palesata dalla Greco nello studio dei dialetti lucani e galloitalici in particolare, di cui sono testimoni la Collana della Toponomastica di ben quindici centri della Basilicata occidentale, pubblicata dal Leader II Marmo–Melandro (2002), la storia di Maria (Curto Editore, 2004), intervista con la lingua, la tradizione e la storia, realizzata con Mario Romeo, cultore e appassionato galloitalico di Picerno. Ma soprattutto è da ricordare il Dizionario dei dialetti di Picerno e Tito (edizione ESI, 1991), un lavoro riconosciuto di altissimo profilo dalla comunità scientifica e filologica, tanto da essere considerato, dall’autorevole saggio “Fondamenti di dialettologia italiana” di Grassi-Sobrero-Telmon (edizione Laterza), tra i primi due nel suo genere in ambito nazionale!
Opportuno il riconoscimento, perché giunge in un momento di forte attenzione verso i dialetti e i centri galloitalici della regione, a seguito della presentazione dell’8 giugno scorso di un sito web, voluto proprio dalla Greco e frutto della collaborazione sinergica tra le amministrazioni comunali di Potenza, Picerno, Pignola e Tito, l’APT Basilicata e l’Ateneo Lucano.
Già nell’agosto del 2003 Maria Teresa Greco prese parte, come testimonial, ad una serata galloitalica voluta dalla comunità pignolese e organizzata dalla Pro–Loco “Il Portale”.
Si intensificano, dunque, le iniziative in quest’area che, oltre a riconoscere il merito a chi ha dedicato una vita agli “scavi linguistici”, come li definiva Gerard Rohlfs, pioniere del galloitalico lucano, evidenziano una ritrovata coscienza delle istituzioni e delle comunità custodi del fenomeno. Tra le altre, si segnalano le proposte di istituire una giornata galloitalica con iniziative in tutti i centri caratterizzati da questa prevalenza linguistica e l’estensione del premio di poesia in vernacolo potentino “La Cuntana” a tutto il comprensorio.
Nell’area potentina, come testimonia l’analisi linguistica, Potenza rimane l’indiscusso epicentro della diffusione galloitalica, Picerno rappresenta la porta occidentale, Trivigno quella orientale, Pignola segna il limite meridionale, mentre verso nord le variazioni dialettali sfumano tra Cancellara, Pietragalla, Avigliano, Bella, Ruoti. Tuttavia, Tito è il centro che presenta le testimonianze più evidenti del fenomeno coloniale, ascrivibile al periodo storico compreso tra il XII e il XIV secolo. Un dato inconfutabile riguarda quel salto demografico della comunità titese che, nel 1277, viene censita, ai fini tributari, per ben 321 fuochi, più del triplo rispetto al secolo precedente, proiettando questo centro al 4° posto assoluto nella provincia, dopo Melfi, Venosa e Potenza. Una vera esplosione demografica! Altra evidenza, che porta i segni di una presenza significativa di coloni provenienti da luoghi appartenuti alla civiltà dei comuni, è rappresentata dall’architettura del municipio titese. E’ sotto gli occhi di tutti il maestoso arco durazzesco della facciata che, tra le pieghe delle ripetute trasformazioni, mostra ancora oggi l’originale “arengario” sovrastato dall’edificio: unico esempio di architettura comunale da queste parti!

Con le felicitazioni per l’importante riconoscimento giunga a Maria Teresa Greco l’augurio di perseverare nella sua attività di dialettologa, arricchendo la nostra conoscenza in materia e aiutando queste comunità a conoscere origini e provenienza.
All’amministrazione comunale e alla comunità titese va il merito di aver preso coscienza della natura della propria parlata con la volontà di lasciare un segno indelebile nella propria storia. Tutto ciò in attesa di poter accertare, con l’aiuto e lo slancio dei giovani ricercatori e studiosi locali, se centri liguri e monferrini come Villafalletto, Sassello e Borgomaro, pur nella loro lontananza, siano all’origine del fenomeno galloitalico in Basilicata.

Tonino Cuccaro
Coordinatore Progetto www.galloitalico.it

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