I dialetti Galloitalici della Basilicata


Vai ai contenuti

Menu principale:


Notizie biografiche

Studiare > Dizionari > Potenza - "Glossario a dengua putenzese"

Raccolta di voci in vernacolo tratte da scritti di autori potentini a cura di Vincenzo Perretti e con la collaborazione di Enzo Matassini

Raffaele Danzi (Potenza 1818-1891), figlio di un droghiere originario del vicino paese di Vaglio, dal carattere vivace e ribelle, era dotato di una certa cultura; visse a Potenza sostendosi con il modesto lavoro di aiuto tipografo, e più tardi di ‘ristauratore di statue e figurine’.
Repubblicano ed anticlericale, scriveva le sue poesie su fogli volanti, di cui certamente si è perduta buona parte.
Soltanto nel 1879 due ‘galantuomini’ della borghesia locale, Leopoldo Viggiani e Luigi Grippo, si prodigarono perché potesse pubblicare un libretto di 33 componimenti; una riedizione degli stessi sonetti, più due inediti, fu curata da Michele Marino, medico e Sindaco della città,nel 1912.
Le opere di Danzi, non appena egli scomparve, furono dimenticate; scrissero di lui brevemente Raffaele Riviello e Gennaro Mondaini; fu citato talvolta sul giornale socialista ‘La Squilla Lucana’, che trovava nelle sue opere utili spunti per combattere una battaglia politica contro l’altro foglio potentino, ‘La Provincia’, di ispirazione cattolica.

BIBLIOGRAFIA - R. Edmondo, U
n poeta vernacolo anticlericale, Raffaele Danzi in ‘La Squilla Lucana’, a. XII, 15.6.1912; P. Basentini e A. La Capra, L’assenza imposta - 22 Poesie di RaffaeleDanzi - Fotografie di A. La Capra -Canzoni di Pietro Basentini, Napoli 1969; F. Noviello, I canti popolari della Basilicata, Bella 1976; P. Basentini - T. Grenci, La canzone popolaree civile in Basilicata, Potenza 1986; N. De Blasi, L’Italiano in Basilicata. Una storia dellalingua dal Medioevo ad oggi, Potenza 1994; dello stesso: Le letterature dialettali in ‘Storia della Letteratura Italiana’, vol. VIII, Roma 1999; V. Perretti, Raffaele Danzi in <LEUKANIKà>, a. I, nn.1, 2/3

Raffaele Riviello (Potenza 1840-1897), figlio di Gerardo alias Ciceruacchio figlio del puddetraro, fu ordinato sacerdote a 20 anni e quindi accolto nella Chiesa di San Michele, ove teneva scuola per ragazzi del popolo, e nel contempo dava una istruzione più raffinata ai figli della buona borghesia, nelle loro case. Presidente del Circolo Lucano Filologico, fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia, per meriti letterari.
Liberale, moderatamente anti governativo, nonchè iscritto alla Loggia Massonica di Potenza, eratenacemente legato alle sue due patrie: l’Italia e Potenza.
In
Costumanze, Vita e Pregiudizi del popolo potentino ha tradotto in lingua centinaia di voci dialettali.

Amedeo Marsico (Potenza 1878-1939), di Riccardo e Dorotea Marsilia; laureato in Giurisprudenza, funzionario dell’Ufficio Catastale di Potenza, sposato a Maria Giordano. Di famiglia benestante, dotato di buona cultura, persona faceta di aspetto magrissimo. Iniziò a scrivere su ‘La Gioventù Lucana’ a 26 anni, e tre anni dopo su ‘La Squilla Lucana’.

Rocco Vincenzo Verrastro (Potenza 1857-1916), di Nicola e Maria Angela Cassano, sposato a Rosa Abriola. Così lo descriveva Rocco Villone, Direttore del giornale potentino ‘O rusecatore’: “negoziante in ritiro, proprietario a tempo perso, poeta in vernacolo, e, per conseguenza Rusecatore.”
Aviglianese d’origine, potentino d’adozione, nel 1909 fu Consigliere comunale.
Era nomato scherzosamente ‘Omero in secolo ventesimo’, era un uomo molto religioso; già Delegato Diocesano e legato a Monsignor Vincenzo D’Elia che fu il fondatore de ‘La Provincia’, proprio su questo giornale pubblicò quattordici poesie in dialetto ed una in lingua, tra il 1908 ed il 1914. Sempre in vernacolo potentino, pubblicò sul giornale ‘Don Mimì’ (16.05.1896)
Quanto sì bella!; su ‘Il Lucano’ (20.8.1896) L’ abbotacatascia; su ‘La Gioventù Lucana (7.2.1904) Alla Basilicata, quest’ultima ristampata su ‘La Squilla Lucana (15.11.1913).
Delle poesie su fogli volanti, sono note soltanto:
A l’Accellenza du lu prime ministre du lu Re noste Giuseppe Zanardelli-Stu sunette- Lu bascepople putenzese raccumanna del 24.9.1902, Tipogr. Edit. Garramone e Marchesiello; Lu testamente de Peccerille - Potenza, da la vigna de lu patrone, 6 Gennare 1904; Alla compagnia della scopa, senza data; Li quatt’aoste (Elezioni generali amministrative) del 30 luglio 1912.

Gaetano Albano, (Potenza 1861-1908), avvocato. Nomato ‘don Popò’, dovette riscuotere un certo successo tra il 1902 ed il 1908, epoca in cui scrisse alcune composizioni di prosa in lingua, poco conosciute: Lucia laSocialista, melodramma in 6 atti (gennaio 1902);Un Sindaco chefugge e la Giunta che lo arresta (a. 1904); Odio e amore in libertà (a. 1906) e più tardi La mia villeggiatura, ovvero il racconto dei sette mesi di carcere che aveva scontato a seguito di una condanna per diffamazione.
Versato nel dialetto potentino, di certo pubblicò diversi lavori in rima, dei quali, purtroppo, sono rimasti soltanto due fogli volanti, stampati a Potenza dalla Tipogr. Coop. ‘La Perseveranza’: il primo è del 19.2.1908, col titolo
Zumpa, canta e sona; il secondo, Il Dazio(L’argomento del giorno) è senza data. Altri sonetti, sempre su vicende della società potentina, ma in lingua, sono: Così com’è.. com’è così!del 7.8.1907 ed infine Salti chi può, del 28.1.1908.

Alfredo Viviani (Venosa 1889 - Potenza 1937) impiegato statale e benemerito dello sport, fu Presidente del Potenza Calcio ed insieme ad Egeo Carcavallo (detto Beccafico) fu responsabile del quindicinale satirico ‘Don Chisciottino’ che ebbe breve vita e di cui si conoscono solo alcuni numeri, ad iniziare dal 2 luglio 1911. Entrambi scrissero, su questo giornale, anche alcuni pezzi in dialetto potentino.
Verosimilmente si possono attribuire al Viviani, che si firmava Tantolino, quattro composizioni su altrettanti fogli volanti, stampati intorno al 1913:
Stornelli elettorali; Prima risposta agli stornelli elettorali; Nuovi stornelli elettorali; Raffaello. Sono tutti scritti di natura politica, in lingua, e solo nel primo e nell’ultimo si trovano alcuni sonetti in vernacolo.

Mario Albano (Potenza 1912- Roma 2000), impiegato, fu un attento critico di uomini e fatti della sua città. Iniziò la sua produzione intorno agli anni ’50, quando finalmente era cessata l’epoca di avversione totale al dialetto, come era nel dettato della cultura fascista.
La differenza tra il suo ‘potentino moderno’ ed il ‘‘putenzese’ dei suoi predecessori è molto evidente.
Oltre le due opere principali, già annotate, è in corso di stampa un lavoro che raccoglie tutta la sua produzione, compresi alcuni inediti, sia in versi che in prosa.



Home Page | I Comuni | Dire | Fare | Vedere | Studiare | Contattaci | Segnalazioni | I link | Mappa del sito


I dialetti dei Comuni Galloitalici della Basilicata | info@galloitalico.it

Torna ai contenuti | Torna al menu