I dialetti Galloitalici della Basilicata


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Potenza in Galloitalico

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Finalmente! Potenza dispone del suo glossario dialettale (A dengua putenzese), grazie allo studio e alla ricerca paziente ed appassionata di uno dei massimi cultori viventi del vernacolo potentino, Vincenzo Perretti, studioso di storia meridionale e di Potenza, già autore di pubblicazioni sulla lingua e sulla toponomastica del capoluogo, nonché raccoglitore di cronache locali (Amm’ fatt’ n’gazzà pur’ a San G’rard’ di Salvatore Pica).

Finalmente! Potenza dispone del suo glossario dialettale (A dengua putenzese), grazie allo studio e alla ricerca paziente ed appassionata di uno dei massimi cultori viventi del vernacolo potentino, Vincenzo Perretti, studioso di storia meridionale e di Potenza, già autore di pubblicazioni sulla lingua e sulla toponomastica del capoluogo, nonché raccoglitore di cronache locali (Amm’ fatt’ n’gazzà pur’ a San G’rard’ di Salvatore Pica).

Per questa raccolta di voci, edita da Graphis Acerenza, Perretti si è avvalso della preziosa collaborazione di Enzo Matassini e delle poesie e delle cronache di autori potentini, come Raffaele D’Anzi, Raffaele Riviello, Vincenzo Verrastro, Amedeo Marsico, Gaetano Albano, Mario Albano e di una fitta rete di informatori e di collaboratori che ancora coltivano e vivono la parlata potentina. Il risultato non delude le attese, anzi, l’appellativo “glossario” risulta perfino stretto. I vocaboli sono arricchiti da frasi idiomatiche e aneddoti che, oltre al significato letterale, ne esplicitano l’uso corrente, stabilendo un legame indissolubile tra dialetto, tradizioni, costumi e usanze espressive. Completano il volume notizie e immagini di autori dialettali del capoluogo dell’800/900.

L’autore stesso, lontano e scevro dai silenzi e dalle ritrosie del passato circa la natura del dialetto potentino, non fa mistero dell’origine galloitalica e riprende le conclusioni a cui giunse Gerhard Rohlfs, a seguito delle indagini linguistiche condotte in quest’area tra il 1925 e il 1930 (Galloitalienische Sprachkolonien in der Basilikata, 1931). Altri studiosi hanno successivamente avvalorato e integrato le tesi dello studioso tedesco.

Tuttavia è il caso di precisare che qualsiasi azione di recupero, tutela e rilancio delle parlate locali passa, necessariamente, attraverso strumenti insostituibili ed essenziali della dialettologia come i dizionari e i glossari dialettali, che hanno la capacità di mettere un punto fermo nell’evoluzione linguistica e di ricomporne il quadro identificativo. Questi costituiscono l’anello di congiunzione tra il mondo scientifico dialettologico e le comunità che oggi stentano ad identificarsi intorno al comune denominatore delle parlate locali, spesso contaminate e talvolta in rapida dissoluzione, a causa dell’elevato interscambio demografico sul territorio e di una ostinata omologazione nella lingua nazionale. Tutti ricordano le ostinate campagne anti-dialettali messe in campo dal corpo docente nelle nostre scuole negli anni ’50-’70 del secolo appena trascorso, riducendo il dialetto a fratello povero della lingua nazionale, per lo più reietto ed emarginato, come lamenta Gaetano Fierro nella sua presentazione al libro. Oggi, per fortuna, l’atteggiamento della moderna didattica riguardo all’espressione dialettale, corre in direzione opposta, riservando spazio e attenzione alle parlate ed alla cultura locale, concorrendo in modo significativo al loro recupero e rilancio.

Ma ecco che il quadrilatero disegnato dal Rohlfs (Potenza, Picerno, Pignola e Tito), zoccolo duro del galloitalico in Basilicata insieme a Trecchina, d’improvviso, quasi per incanto, riprende corpo: Perretti ne ha rispolverato un vertice, ha riportato il dialetto potentino alla sua funzione di epicentro. Il quadro dialettale di quest’area si sta ricomponendo intorno al galloitalico, elemento comune quanto misterioso, verosimilmente risultato di fenomeni coloniali provenienti dall’Italia nord-occidentale (basso Monferrato ed entroterra ligure) tra il XIII e il XIV secolo, che determinarono la fusione delle parlate di provenienza con gli idiomi locali. Picerno e Tito contano sul Dizionario realizzato da Maria Teresa Greco mentre Pignola attende a breve la pubblicazione del suo dizionario ad opera di Sebastiano Rizza. E Potenza? Potenza c’è, grazie alla paziente ricerca e ricucitura linguistica di Vincenzo Perretti. Se si tiene conto che Potenza è il centro, che più di ogni altro nella regione, stenta a riconoscersi nel proprio dialetto a causa del processo di crescita accelerato che ha rapidamente disperso il suo nucleo originario, il libro di Perretti rappresenta la resurrezione e il trionfo del vernacolo potentino. Esso è rivolto sia alla comunità storica (i putenzese putenzese) sia a coloro che di questa città sono figli adottivi (i potentini), proponendo ad entrambi una comune base di espressione linguistica dialettale.

Grazie a queste opere il galloitalico lucano si nutre di nuova linfa e punta decisamente al rilancio delle parlate locali, senza competizione con la lingua comune, ma più semplicemente affiancandola, con l’obiettivo minimo di un bilinguismo di cui le nostre comunità sono capaci.

Ciò accresce la coscienza linguistica delle nostre comunità e la fiducia che le Amministrazioni Comunali di Potenza, Picerno, Pignola e Tito, unitamente all’APT Basilicata, hanno inteso investire nel nascente sito web www.galloitalico.it. Vincenzo Perretti, in ragione della sua esperienza e conoscenza e delle profonde prove letterarie e dialettali di cui è portatore, di diritto, è parte integrante di questo progetto.

Tonino Cuccaro
Coordinatore Progetto www.galloitalico.it

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