I dialetti Galloitalici della Basilicata


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Vaglio Basilicata

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A cura di Giovanna Ciampo e Maria Teresa Greco
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U CUPA CUPA
U cupa cup, ca vin ra Cangddar, pigli la sauzizza e mmttl’ ind’o panar.
U cupa cup ca vin ra Mntpls piglia la sauz
izza e mmttl’ind’o prtus.

IL CUPA CUPA
Il cupa cupa (1) che viene da Cancellara prendi la salsiccia e mettila nel paniere.
Il cupa cupa che viene da Motepeloso prendi la salsiccia e mettila nel buco.

(1) Il ‘cupa cupa’ uno strumento musicale, un recipiente sulla cui apertura si fissa un rivestimento di pelle o di soffa al cui centro fermato un bastoncelo di legno, che, alzato e abbassato, produce un suono cupo e basso.

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U ARFN
Affacct bblla mia a la fnstr
mnm u
arfn ra sta rast,
si m l’ia mn mnl prst
mnl chian chian ca non s
uast.
Nun ugli n u
arfn n la rast.
Ugli la patruncll r la fnestr.
La patruncll zznn
e nnun la ppi av
ca nun la sai
uard.

IL GAROFANO
Affacciati bella mia alla finestra
gettami un garofano da quel vaso,
se me lo devi gettare gettalo presto,
gettalo piano piano perch non si deve sciupare.
Non voglio n il garofano n il vaso,
voglio la padroncina della finestra.
La padroncina piccola
e non la puoi avere
perch non la sai proteggere.

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STELLA ARIENT
Stlla arint, stlla arint mi
p tti vann sprt ddi amant,
un r’r nn’at r’argnt,
dimm bblla mia qual v nnant.
Vurria nghian au cil si ptss
p na scaltt r tremila pass,
arrivar a la met si spzzass,
imbitt a la mia bblla m trvass.

STELLA D’ORIENTE
Stella d’oriente, stella d’oriente mia
per te impazziscono due amanti,
uno d’oro e l’altro d’argento;
dimmi bella mia quale preferisci.
Vorrei salire in cielo se potessi
con una scala di tremila pioli,
giunto alla met vorrei si spezzasse
e mi trovassi sul petto della mia bella.

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STORNELLO D’ACCOMPAGNAMENTO AGLI SPOSI
Statt bbn sra mia
La figlia ti m la prt i
M la prt ngasa mia
L’aggia prt inda na cas tanta ala
nd
Add non pigli n vvir nn ponnd.

Stammi bene suocera mia
Tua figlia me la porto io
Me la porto a casa mia
La porter in una casa cos elegante
Dove non arriva n la borea n il ponentino.


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INNO A SAN FAUSTINO
(patrono di Vaglio, cantato durante le processioni in suo onore).

Faustino beato
Che un angel somigli
di rose di gigli
ricevi l’onor.

Santo d’amor,
tutto candor,
Vaglio T’acclama
Suo protettor.

Le rose di Maggio
Il popolo ti dona,
son bella corona,
son simbol d’amor.

Deh! Volgi uno sguardo
Su noi da quel trono
A noi qual Patrono
Iddio ti don.

Le suppliche ascolta
Dei cuori devoti,
appaga quei voti
che il cuor ci dett.

Carnefice atroce
Tuo sangue innocente
In modo furente
Dal petto spill.

Con sguardo sereno
Tuo spirto giocondo
Sdegn questo mondo
E al cielo vol.

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