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UN “BALCONE FIORITO” PUO’ FARE LA DIFFERENZA PER IL TURISMO DI QUALITA’: SAN FELE INSEGNA

APTaccuino Gennaio 2008

 

Li ammiriamo nei paesi delle Dolomiti, abbelliscono le brochure dei paesi alpini, affascinano la nutrita schiera delle turiste affette da sindrome del “gadget del geranio” (quelle che proprio non resistono a portarsi via un souvenir floreale). Eppure facciamo tanta fatica ad immaginare quanto basterebbe poco per avere anche noi, nelle nostre piazze, nelle stradine dei nostri borghi, una visione tanto rigogliosa e ridente offerta dai balconi in fiore.

Lo sguardo ne giova, il cuore si scalda, il desiderio di fermarsi in un posto così ameno è quasi immediato, se arrivati a destinazione ci si trova davanti ad un tripudio di fiori che si affaccia, colorato e ben curato, quasi a dare il benvenuto a chi li osserva.

Invece il più delle volte i nostri paesi, che pure non hanno nulla o quasi da invidiare a molti luoghi di villeggiatura fuori regione, appaiono tristi, le facciate delle case spente. E ogni sforzo per abbellire piazze, monumenti, si riduce a poca cosa. Insegne poco accattivanti, anzi spesso davvero brutte, addossate a palazzi antichi o ad emergenze architettoniche di pregio non offrono una bella vetrina al visitatore. Che memorizza, e probabilmente non scorderà più quel primo impatto visivo.

E allora, quasi come la scoperta dell’acqua calda, ecco un paese lucano, San Fele (provincia di Potenza) inventarsi un concorso, aperto agli abitanti dotati di balcone. Chi avrebbe addobbato il balcone fiorito più esteso, o quello più suggestivo, o ancora quello che appartenesse al partecipante più anziano, avrebbe vinto rispettivamente il primo, secondo e terzo premio.

Per allietare l’estate, e per lanciare una sfida al colore, San Fele lo scorso luglio ha così bandito il concorso “San Fele: balcone fiorito 2007”. I fortunati vincitori si sono aggiudicati soggiorni e pranzi in rinomate strutture, e l’intero territorio l’idea che basta un fiore per fare la differenza, ed un po’ di buon gusto per non reclamizzare la presenza di un’officina meccanica a due passi da un castello dove viveva un imperatore o un geniale musicista.



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